Il Gruppo Falconieri Italiani è orgoglioso di presentare il prezioso lavoro di ricerca effettuato dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa sullo studio degli occhi nei rapaci. L’impegno profuso in questi anni dal G.F.I. nel divulgare la falconeria come forma di caccia, ha travalicato l’attività venatoria occupandosi anche di quegli aspetti più scientifici riguardo l’impiego dei rapaci. Con l’articolo che segue si approfondisce la caratteristica morfologica peculiare degli uccelli appartenenti a questa famiglia. Ritengo inutile riassumere quel che la dottoressa Coli ha sapientemente sintetizzato dalla versione integrale della ricerca, invitando i lettori a proseguire. L’intera ricerca pubblicata in lingua inglese è allegata in pdf, versione sicuramente interessante per gli addetti del settore.
La dottoressa Alessandra Coli si è laureata in Medicina Veterinaria presso l'Università di Pisa con la votazione di 110/110 e lode. Ha un diploma di Specializzazione in Malattie dei Piccoli Animali presso l’Università di Pisa e svolge i seguenti incarichi presso la stessa Università. E’ Dottore di Ricerca in "Neuroanatomia Funzionale Veterinaria"; è ricercatore Universitario, settore disciplinare “Anatomia degli animali domestici” presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie; è responsabile scientifico del Museo Anatomico Veterinario (Sistema Museale di Ateneo). Sempre nello stesso ateneo svolge le seguenti attività didattiche: Neuroanatomia (CdL in Medicina Veterinaria); Anatomia del cane e del Gatto (Scuola di Specializzazione in Patologia e Clinica degli Animali di Affezione); Anatomia degli Animali Domestici (CdL in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali e CdL in Tecniche di Allevamento Animale ed Educazione Cinofila)
STUDIO DELLA RETINA NEI RAPACI DIURNI E NOTTURNI
Allo scopo di studiare la distribuzione topografica delle cellule retiniche responsabili della formazione del nervo ottico e quindi della capacità visiva, tenendo conto delle loro dimensioni, sono state studiate le retine in due rapaci diurni, la poiana (Buteo buteo) e il gheppio (Falco tinnunculus), e in due rapaci notturni, la civetta (Athenenoctua) e l'allocco (Strixaluco) Sono state registrate la densità cellulare (mm2) e l'area mediana delle cellule in sezioni istologiche e in quattro campi retinici (dorsale, ventrale, laterale e mediale) al fine di identificare aree di visione retiniche specializzate. I risultati hanno mostrato una diversa distribuzione di questa cellule tra rapaci diurni e notturni in relazione alla posizione della fovea (area rotonda, per la visione distinta) e alla forma della striscia orizzontale (area allungata, responsabile della visione spaziale), confermando i dati bibliografici. Nei rapaci diurni è stata riscontrata una maggiore densità cellulare nei campi retinici laterali e sul fondo dell’occhio, caratteristiche rivelate dalla presenza di una fovea in posizione laterale e una in posizione centrale, unite, a formare una striscia orizzontale. Nei rapaci notturni la densità cellulare era maggiore solo nel campo laterale periferico, probabilmente a causa di una sola area rotonda. Un picco di densità cellulare è stato osservato nel campo inferiore, in particolare nella retina delle civette. Confrontando i dati ottenuti abbiamo evidenziato che la morfologia e il numero delle cellule retiniche sono strettamente legati all'habitat e al tipo di predazione: i rapaci diurni necessitano di affrontare un campo visivo ampio, durante la predazione e in volo, mentre i rapaci notturni focalizzano la loro preda utilizzando il particolare campo visivo esclusivamente anteriore.
STUDIO DELLA RETINA DI ALCUNI STRIGIDI
Con questo lavoro sono state studiate le dimensioni e la distribuzione topografica delle cellule gangliari retiniche (RGC), responsabili della formazione del nervo ottico, in quattro rapaci notturni dell'ordine degli Strigiformi, famiglia delle Strigidi: civetta, allocco, assiolo, gufo comune.Al fine di riconoscere la posizione delle aree di visione retiniche specializzate (fovea, responsabile di visione distinta, e striscia visiva, responsabile di visione territoriale), dove l’immagine si forma con estrema definizione, sono stati registrati il numero di tali cellule/mm2 e la loro dimensione in quattro campi retinici dell’occhio (dorsale, ventrale, laterale e mediale) mediante l'analisi istologica delle sezioni retiniche.Una area specializzata per la visione distinta (fovea, o fossa, rotonda e in posizione laterale) è stata individuata solo in civetta, allocco e gufo comune mentre nell'assiolo tale area visiva era localizzata in prossimità della parte inferiore dell’occhio.Nella retina dei quattro rapaci l’area specializzata per la visione distinta è di forma allungata, verso il campo retinico inferiore, con forma e larghezza diverse.Gli Autori hanno collegato i dati ottenuti con il particolare comportamento predatorio dei rapaci notturni nel loro habitat.
STUDIO DELL’IRIDE NEI RAPACI DIURNI E NOTTURNI
La muscolatura dell'iride è costituita da fibre muscolari striate (contrazione volontaria) negli uccelli mentre nei mammiferi è costituita da fibre muscolari lisce (contrazione involontaria mediata dalla quantità di luce). Alcuni autori riportano la presenza di tali fibre anche nell'iride di alcune specie di uccelli. Nel presente studio si riportano i risultati dello studio della muscolatura dell'iride (tipo di fibre e direzione e diametro medio di queste) in cinque specie di Accipitriformi (rapaci diurni) e quattro specie di Strigiformi (rapaci notturni) perché mostrano modi diversi di vita a seconda del loro comportamento predatorio. Questo studio morfologico è stato effettuato su rapaci morti o sottoposti ad eutanasia presso il Centro di Salvataggio Uccelli Marini e Acquatici della Vita Selvatica a Livorno (Italia). Dall'esame istologico di sezioni radiali seriali dell'iride si rilevano muscolatura sia striata che liscia anche se con marcate differenze tra le specie analizzate, non direttamente correlate con lo stile di vita diurno o notturno. Le fibre striate sono sempre presenti, principalmente con direzione trasversale, in tutto la struttura dell'iride, mentre alcune differenze istologiche riguardano la muscolatura liscia. Infatti, l'albanella reale e lo sparviero (Accipitriformi) e il grande gufo cornuto e la civetta (Strigiformi) mostrano uno strato compatto di cellule muscolari lisce incrociate in tutto lo stroma dell'iride. Nelle altre specie analizzate le cellule muscolari lisce sono leggermente rilevabili come sparse o non rilevabili. Poiché il tessuto muscolare liscio incrociato consente di mantenere una condizione di pupilla più chiusa (o miosi) per lunghi periodi di tempo, i nostri risultati potrebbero essere correlati più al comportamento predatorio che all'ordine tassonomico.
