Attrezzatura in falconeria

La gestione pratica di un rapace, animale che mantiene una predominante natura selvatica, si realizza grazie all’utilizzo di una attrezzatura che ogni falconiere impara a conoscere molto bene anche perché molte volte un utilizzo sbagliato o l’incuria della stessa può comportare la fuga dell’animale o peggio la morte dello stesso. Braccialetti, geti, lunghe, girelle, guanti e cappucci odierni sono il risultato di un’affinamento che va avanti da centinaia di anni con l’unico scopo di permettere al falconiere di gestire e controllare senza creare traumi o stress un animale tutt’altro che mansueto, ecco perché diventa fondamentale un’accurata conoscenza di merito e metodo degli stessi. Senza entrare eccessivamente nel dettaglio proviamo a dare una panoramica di questa attrezzatura. Il guanto è uno degli oggetti più iconici del corredo del falconiere, serve per proteggere dagli artigli la mano sinistra del falconiere che così avrà la destra, solitamente la predominante, libera di lavorare. Confezionato generalmente in pelle di bovino, è formato da due o più strati in base al tipo di rapace per il quale viene utilizzato, deve essere morbido ma non tanto da permettere agli artigli di forarlo e mai troppo duro da non permettere la sensibilità della mano attraverso la quale si deve riuscire a percepire stato d’animo e equilibrio del rapace. E’ dotato di un anello al quale si lega un cordino di cuoio chiamato lunghina che, dotata all’estremità di un gancio, servirà per assicurare l’animale. Il cappuccio è probabilmente l’invenzione più straordinaria legata alla falconeria, portato in Italia da Federico II di Svevia (1194-1250) grazie alla sua conoscenza e ai suoi contatti con il mondo arabo, che ne fu l’inventore, andò a sostituire le pratiche primitive e crudeli che venivano usate sino allora. Il cappuccio è fondamentalmente il mezzo che usa il falconiere durante la primissima fase dell’addestramento, chiamata ammansimento, per impedire al rapace di entrare troppo violentemente in una realtà di suoni, volti, colori che non conosce ancora disvelandogliela un po’ alla volta. Il rapace incappucciato non vede e non è quindi sottoposto agli stress emotivi e all’adrenalina che questi animali, il cui sistema nervoso è incredibilmente connesso alla vista, patirebbero. Una volta terminata la fase di ammansimento, il cappuccio rimane fondamentale durante il trasporto in auto o per consentire all’animale di riposare in condizioni particolari, un animale ben condizionato al cappuccio lo accetterà senza traumi e anzi diventerà a volte occasione per schiacciare un sonnellino. Fatto anch’esso in pelle, insieme al guanto ha permesso ad alcuni artigiani nel mondo, tra cui alcuni italiani, di mettere in mostra le loro abilità producendo veri e propri pezzi d’arte. Tranne che durante i voli, i rapaci restano sempre legati a blocchi, pertiche, o agganciati al pugno del falconiere, perciò portano ai tarsi due piccoli laccetti di cuoio adatti a questo scopo. Il sistema costituito da Braccialetto-Geti serve fondamentalmente per tenere legato un rapace e permettere al falconiere il controllo dello stesso. In particolare i geti serviranno per poter maneggiare il rapace sul pugno, senza pericolo che scappi. Qualsiasi rapace da addestrare necessiterà dunque di avere geti alle proprie zampe. Esistono due modelli principali di geti: i geti classici, costituiti da un’unica striscia di pelle che gira intorno al tarso per poi proseguire per fino ad una lunghezza di 15 cm e i geti con braccialetti dove i braccialetti sono costituiti da una striscia di cuoio che viene passata intorno alla zampa del rapace ed è dotata di un foro al quale viene passato il geto su ogni zampa. Il logoro, simulacro di una preda viva, è un oggetto costituito da una struttura in cuoio con la forma di due ali di uccello o con due vere ali, di piccione o altro, agganciate ad essa. La funzione del logoro, roteato in aria, è quella di richiamare o allenare i falconi in volo, che saranno istintivamente attratti dalla sua sagoma a forma di uccello. La traina, ha la stessa funzione, ma essendo essa ideata per gli accipitridi, predatori di mammiferi terrestri, avrà la forma di un coniglio o lepre e verrà trascinata a terra per lunghi tratti per stimolare l’attenzione di poiane, astori o aquile. Sul logoro sono presenti due laccetti che consentono di legare un boccone di carne sul quale il rapace si nutrirà una volta "catturato" il logoro stesso. Logoro e traina sono fondamentali strumenti sia di addestramento che di allenamento dei rapaci, che ogni falconiere impara presto a gestire e maneggiare