Stavolta parleremo del basso volo.
La caratteristica fondamentale di questa fattispecie venatoria è l’uso di rapaci appartenenti agli Accipitridi i quali, sebbene abbiano caratteristiche in comune con i falconi usati per l’alto volo, presentano peculiarità che, per tecniche di caccia e a tratti per morfologia, li allontanano molto talmente tanto che alcune pubblicazioni non mettono più la famiglia degli accipitridi nel grande ordine dei falconiformi condiviso con i falconidi, ma ne fanno un ordine indipendente.
Gli accipitridi sono rapaci con ali corte e arrotondate alle loro estremità, gli inglesi li chiamano “short wings”, con zampe molto robuste e forti e coda lunga. Queste caratteristiche morfologiche consentono loro di essere cacciatori molto manovrieri, dagli scatti repentini e in gradi catturare praticamente qualsiasi preda, dal piccolo uccelletto (sparviere) fino a lepri di 4 Kg (Astore) anche in mezzo ai rovi o tra le piante di un bosco. Solitamente sfruttano il loro scatto fulmineo partendo da un posatoio e inseguendo la preda a poca distanza dal terreno. Fanno parte di questo gruppo, che è il più numeroso fra i rapaci, sparvieri, astori, aquile, poiane, bianconi, albanelle e nibbi.
Queste caratteristiche si riflettono ovviamente anche nella tecnica venatoria, dove il rapace viene tenuto al pugno dal falconiere da dove controlla il territorio che lo circonda, attento ad ogni minimo movimento una volta che ha stabilito un contatto con la preda, con l’aiuto di un cane da ferma, per avvistamento diretto o in battuta, il rapace viene direttamente lanciato all'inseguimento dal pugno. E’ anche possibile con alcuni accipitridi, di solito astore o Harris, che il rapace segua il falconiere spostandosi di ramo in ramo fino all’avvistamento della preda. Le specie più usate nella falconeria italiana sono su tutti l’astore, ma c’è una grande tradizione legata all’uso dello sparviere, e una consapevolezza crescente delle caratteristiche eccezionali della poiana di Harris.
